“Caruso non era un tenore autentico, esteso, eroico. Era un gran cuore che cantava,
con passione realistica, travolgente… E la ragione ha l’obbligo di dare a ciascuno il suo,
tanto più che lo stesso Caruso amava comparare la sua alla voce del violoncello, la quale
risponde appunto alla categoria fonetica del baritono, per cavata e oscura intensità sonora.
Meravigliosa, ma baritonale”. (G.Lauri Volpi – “A viso aperto”)
